Le Linee Guida all'Attivismo
"Il modello economico della Reintegration Economy, rappresentato e praticato da Almo Nature e dalla Fondazione Capellino, che ne è proprietaria al 100%, attraverso il profitto generato da Almo Nature e redistribuito dalla Fondazione Capellino su progetti e attivismo in favore della Biodiversità, può contribuire a dare risposte e stimolare soluzioni immediate e di prospettiva a molti dei problemi dell’Europa di oggi".
San Salvatore Monferrato, 25 Febbraio 2026

L'ATTIVISMO IN ITALIA E, DAI PROSSIMI MESI, IN EUROPA
PREMESSA
Oltre alla nostra manifattura e alle nostre città d'arte, abbiamo un'altra ricchezza unica, fatta di produzione agricola, biodiversità e paesaggi, ma la stiamo consumando come fosse infinita.
In realtà, non lo è. Fino a quando, ad esempio, la cucina italiana potrà autenticamente rimanere patrimonio dell’UNESCO se non sapremo preservare la nostra agricoltura e la biodiversità che la deve accompagnare nel lungo periodo? È giunto il momento di lavorare per congedare ciò che non funziona più e valorizzare questo patrimonio, oggi umiliato, intervenendo subito su 3 precisi ambiti. Ripartiamo oggi da dove ci siamo lasciati a gennaio con la chiusura della raccolta firme per la petizione Niente giustifica la caccia.
PROGRAMMA DA ORA A FINE ANNO
Completamento del Libro bianco sulla biodiversità che contempli lo stato dell'arte, le misure suggerite, con una stima di spesa e la modalità di reperimento dei capitali e alleanze e leggi necessarie alla transizione su fauna e caccia, agricoltura, consumo del suolo.
PROGRAMMA 2027–2032
Applicazione del Libro bianco di cui si anticipano qui le linee generali d'azione sui tre ambiti individuati e avvio di una politica fiscale di nuovo indirizzo quale a titolo di esempio:
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rendere i costi inerenti la salvaguardia della biodiversità premialmente deducibili e capitalizzabili nei bilanci delle aziende;
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creare, per i Comuni, fonti di reddito alternative agli oneri di lottizzazione, tassando, a titolo d'esempio:
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caccia e turismo venatorio;
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proiettili per uso diverso da quelli in utilizzo dalle Forze Armate e di Polizia;
- consumo del suolo;
- impermeabilizzazione del suolo;
- utilizzo della chimica di sintesi in agricoltura;
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- introdurre l'obbligo di ripristino, anche retroattivo, della connettività (corridoi per la biodiversità) per tutte le opere che consumano e frammentano il territorio.
FAUNA SELVATICA E CACCIA

La fauna viva crea più ricchezza e salute della fauna morta e può creare un’economia sana e resiliente di sostituzione dell’economia della caccia.
MISURE DI TUTELA
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Stop sino al 2032 a nuove licenze di caccia e stop al turnover di quelle esistenti.
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Stop al turismo venatorio da e per l’estero.
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Riduzione graduale e programmata delle giornate in cui è consentita la caccia.
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Possibilità per i privati di richiedere, senza dover dare motivazione, il divieto di caccia sulle aree di proprietà, anche quando il fondo non è recintato.
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Eliminazione, dalle specie cacciabili, di quelle con trend demografico negativo negli ultimi cinque anni.
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Obbligo, senza ulteriori deroghe, del tesserino digitale con registrazione in giornata degli animali abbattuti.
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Registro nazionale degli animali abbattuti gestito dall'ISPRA con i dati forniti dalle Regioni.
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Divieto di trasformazione delle aziende faunistico-venatorie in imprese commerciali a scopo di lucro, per evitare che il fine economico incentivi gli abbattimenti.
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Stop al piombo nelle cartucce perché pericoloso per la salute.
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Per quanto qui non esposto, ritorno alla legge 157/1992 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio).
INDIRIZZI DI RICONVERSIONE
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Conversione progressiva, nei 5 anni, di almeno 5.000.000 di ettari di territorio oggi a gestione venatoria in aree agricole biologiche e di natura viva, cioè zone di osservazione naturalistica, di monitoraggio scientifico e di turismo lento.
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Utilizzo dei fondi europei, nazionali e dei privati, per la creazione di strutture ricettive, sia ristrutturando ruderi esistenti sia realizzando casette di legno per ospitare un turismo lento per tutto l’anno.
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Creazione di un marchio europeo ad hoc per valorizzare i prodotti delle aziende agricole che producono in biologico e rispettano la biodiversità.
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Creazione di una Scuola professionale nazionale con diploma di “Guida Natura Viva” e un corso di una laurea triennale per la professione di Guida (pedestre) alla Biodiversità.
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Organizzazione di iniziative di recupero delle aree dissestate, anche mobilitando il volontariato e coinvolgendo persone in situazioni di disagio, per un impegno costruttivo alternativo.
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Rivisitazione dello Statuto dell'ISPRA quale organismo scientifico indipendente, che emetta pareri semi-vincolanti in materia di biodiversità, rispetto alle decisioni della politica.
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Creazione di un Comitato etico europeo, che emetta pareri semi-vincolanti in materia di biodiversità, rispetto alle decisioni della politica, ispirandosi al modello di E.O. Wilson conosciuto come Half Earth.
AGRICOLTURA

Il suolo vivo crea più ricchezza dei suoli al servizio dell’agricoltura convenzionale: genera un’agricoltura meno di quantità e più di qualità, al contempo più resiliente alle malattie e meno dipendente dagli input esterni dell’agro-chimica. Può fare dell’Italia un modello economico, culturale, di salute e di eccellenza nel mondo, importante leva per la politica estera, pacifista e positiva del nostro Paese.
MISURE DI TUTELA
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Applicazione del Green Deal europeo in materia di riduzione dei fitofarmaci chimici di sintesi, senza possibilità di deroga.
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Obbligo di rotazione colturale per le aziende sopra i 20 ettari.
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Obbligo di fasce vegetate lungo corsi d’acqua per ridurre inquinamento e perdita di biodiversità.
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Introduzione di un indicatore nazionale di fertilità del suolo, premiante, nella distribuzione dei fondi pubblici (PAC, altri fondi), i suoli a maggior fertilità e penalizzante verso quelli a minor fertilità.
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Introduzione di un indicatore nazionale di inquinamento indotto nel suolo, nell’aria e nella falda acquifera, dall’utilizzo di input agro-chimici.
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Introduzione di un indicatore nazionale di biodiversità reintrodotta e del mantenimento del capitale agricolo-produttivo nel tempo.
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Creazione di un fondo per la riconversione e, in particolare, per la bonifica della falda e dei terreni inquinati dagli input dell'industria multinazionale dell'agro-chimica, a cui si chiederà di provvedere al finanziamento dirottando verso il fondo i profitti dichiarati negli ultimi 10 anni.
INDIRIZZI DI RICONVERSIONE
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Conversione progressiva fino all’80% dei suoli agricoli in biologico, agro-ecologico e agricoltura biodiversa.
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Convenzione nazionale tra produttori, distribuzione e consumatori nell'interesse della salute, del giusto prezzo riconosciuto agli agricoltori finanziato grazie all'abbattimento degli sprechi oggi valutati in circa il 40-50% di frutta e verdura, 30-35% del pesce, 20% delle carni e 20% dei latticini, cui si sommano gli sprechi domestici.
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Creazione di Distretti e Consorzi di agricoltori volti a creare valore attraverso la vendita diretta.
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Sostegno alla trasformazione in loco per aumentare il margine trattenuto sul territorio.
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Istituzione di un corso professionale nazionale e di una laurea triennale di Tecnico del Suolo Vivo (microbiologia del suolo) e Agricoltura Biodiversa, non affidata a interessi privati.
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Organizzazione di programmi di recupero dei terreni degradati dall’agricoltura convenzionale, coinvolgendo il mondo del volontariato, giovani e persone in situazioni di disagio, trasformando il recupero del suolo in occasione di formazione e lavoro.
CONSUMO DEL SUOLO

Il territorio vivo crea più ricchezza del territorio impermeabilizzato e inquinato e può generare, attraverso la rigenerazione del suolo, soprattutto se con tecniche di bioedilizia, un’economia urbana e rurale più stabile, migliorativa delle condizioni di salute nelle città e resiliente ai cambiamenti climatici. La rigenerazione e le tecniche della bioedilizia creano più lavoro e ricchezza per metro quadrato rispetto alla nuova espansione e aumentano il valore immobiliare nel tempo.
MISURE DI TUTELA
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Riduzione del 75% del consumo di nuovo suolo entro il 2029 rispetto alla media degli ultimi cinque anni, individuando, per i Comuni, fonti di finanziamento alternative rispetto alle concessioni edilizie su nuovo suolo.
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Stop a ulteriori lottizzazioni su nuovo suolo nei Comuni con patrimonio edilizio civile, commerciale e industriale inutilizzato, nonché con aree già individuate come oggetto di bonifica e classificate come SIN (Siti di Interesse Nazionale), che devono essere prioritariamente utilizzati dal real estate.
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Contributo progressivo richiesto per ogni metro quadrato di nuova impermeabilizzazione.
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Obbligo di analisi di impatto sulla connettività ecologica per ogni nuova infrastruttura e ripristino della connettività sulle infrastrutture esistenti (sotto e sovra-passi riservati alla fauna selvatica).
INDIRIZZI DI RICONVERSIONE
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Piano nazionale di recupero delle aree industriali dismesse o oggetto di bonifica, con priorità agli investimenti pubblici in riqualificazione e non in espansione.
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Creazione Distretti di Rigenerazione Territoriale per il recupero di ruderi e immobili inutilizzati, con la creazione di parchi lineari e corridoi ecologici che integrino infrastrutture e natura e valorizzino il patrimonio edilizio esistente.
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Formazione professionale per tecnici della rigenerazione ambientale urbana.
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Programmi di recupero delle aree degradate coinvolgendo il volontariato e attivando percorsi di inserimento per persone in difficoltà, trasformando il ripristino del territorio in occasione di coesione sociale.
Il ripristino della biodiversità promosso dalla Reintegration Economy non è un programma contro qualcuno ma in favore di tutti.
La biodiversità non è un limite che frena l’economia: il suo rispetto è il vincolo che la rende più forte, più giusta e più duratura.
Non meno economia, più diversa economia.
Non meno ricchezza, più diversa ricchezza.
PER UN'ECOLOGIA DELLA MENTE