Il gatto e la natura selvatica: la verità dal DNA

Spesso in vena di coccole, sollecito nella richiesta di cibo e all’occorrenza sulla difensiva, il gatto comune è a tutti gli effetti un animale domestico. Eppure, il più innocuo dei felini che da millenni vive in compagnia dell’uomo  continua ad avere una speciale risorsa ignota ai più: la sua natura selvatica. A svelare questo importante aspetto legato all’evoluzione del gatto, dallo stato selvaggio alla domesticazione vera e propria, è lo studio del suo DNA.

Gli influssi dell’uomo sull’evoluzione del gatto

 Per capire come e quanto la vicinanza con l’uomo ha inciso sulla natura del gatto è stato necessario fare un confronto tra il genoma di sette razze di gatto domestico e due di gatto selvatico. Le parti di DNA risultate differenti in tale comparazione  non a caso sono responsabili di caratteristiche del comportamento connesse alla paura, alla capacità di rispondere agli stimoli e alla attitudine a dosare l’aggressività: in una parola alla  natura selvatica. Stando alla ricostruzione del genetista Wesley Warren,  a capo della ricerca i cui risultati sono stati pubblicati su Proceedings of the National Academy of Science, tali caratteristiche proprie del Felis silvestris hanno subito questo  cambiamento nel corso dei 9000 anni di convivenza con l’uomo. Quest’ultimo, infatti, ne ha acquistato la fiducia traendone al contempo vantaggi veri e propri come l’eliminazione dei topi in cambio di cibo e cura per il felino. Proprio questa sorta di compromesso tra i due sarebbe stata la vera molla del cambiamento evolutivo di queste affascinanti creature.

La persistenza dell’indole selvatica

Eppure, nonostante la modifica genetica influenzata dalla domesticazione umana, il gatto resta pur sempre un felino con le sue peculiarità selvatiche tanto da poter essere considerato quasi semi-addomesticato stando alle dichiarazioni del professor Warren: ‘Crediamo che aver creato la prima evidenza preliminare che raffigura i gatti domestici non così lontani dalle popolazioni selvatiche’. Attenzione, dunque, alle mosse dei nostri gatti: in loro, seppur sopita, resta parte di una natura tanto misteriosa quanto selvaggia