Non c’è cane o gatto che non si possa adottare: parola di Enpa Treviso!

 

Nelle strutture gestite da Enpa Treviso il tema dominante è il sorriso. Ed è così che ci accolgono i volontari operosi, tra una gabbietta e un sacco di provviste. Un grande squadra di 130 persone!

 

Abbiamo scambiato due chiacchiere con Adriano, il presidente. Dopo aver rassicurato al telefono una signora che non sapeva cosa fare con le rane che le hanno invaso la piscina (!), ci racconta:

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Ecco Antonio, nel giorno di inaugurazione ufficiale del rifugio di Ponzano, nel 2014.

Siamo attivi dal 2006, e dal 2014 siamo entrati a gestire la struttura di Ponzano, al cui interno abbiamo trovato cani entrati nel 1999, poveri animali che hanno trascorso la maggior parte della loro vita in canile.

Quali sono le cause degli abbandoni?

Le più disparate, principalmente dal disinteresse nei confronti dell’animale, per cui se scappa lo si “dimentica”, alla perdita
del lavoro, o della casa, ai litigi in famiglia, alla malattia…

Ma è bastato rimboccarsi le maniche, con un approccio positivo e una comunicazione efficace, e nel giro di circa tre anni tutti i cani che abbiamo “ereditato” hanno trovato casa.

Oggi possiamo dire che il periodo medio di permanenza presso queste strutture è di 42 giorni.

 

Nel leggere le prossime righe, capirete perché questa associazione è stata la prima in Italia
ad aderire alla nostra azione AdoptMe.

 

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“Non c’è cane o gatto che non si possa adottare.”

 

Prosegue Adriano:

Dal 2006 a oggi abbiamo all’attivo oltre 10.000 adozioni andate a buon fine. Di queste, 6000 sono gatti.

Una gran bella soddisfazione.

Una delle più belle esperienze che abbiamo avuto da quando siamo qui è stata far incontrare un cane disabile con un umano disabile, e vedere nel tempo la loro gioia nell’abituarsi l’uno alle necessità dell’altro, al loro speciale modo di essere e stare insieme.

Ovviamente, perché tutto vada a buon fine è molto importante la fase di pre-adozione, per capire meglio la persona che si presenta e a quale animale può essere adatto.
Per questo prima di adottare dovrà rispondere a uno scrupoloso questionario conoscitivo di 34 domande. A queste si susseguono le visite a domicilio pre e post-affido.

Non si può semplicemente scegliere quello che piace. Non perché siamo cattivi, ma per prevenire eventuali “resi” particolarmente traumatici per un animale, che si sente abbandonato due volte.

Per fare un esempio, è logico che una famiglia tranquilla e sedentaria non può portarsi a casa
un cane molto dinamico.
Meglio “farsi scegliere” da uno magari più vecchietto, ma che non avrà problemi ad ambientarsi.

Non è da sottovalutare la componente della sostenibilità economica.

Per ogni cane che entra qui, se nessuno lo reclama, l’amministrazione comunale in cui è stato ritrovato deve corrisponderci la cifra giornaliera di € 2,33, che moltiplicato per un anno fa circa 700 euro ciascuno.

Soldi dei contribuenti, che si potrebbero risparmiare se si formasse una corretta coscienza
della responsabilità verso gli animali domestici.

Una questione anche culturale, quindi.

La Legge Regionale stabilisce che le istituzioni locali si devono occupare attivamente anche della formazione e dell’aggiornamento sulle buone pratiche di prevenzione del randagismo sia per il proprio personale sia per i cittadini, e in particolare gli alunni delle scuole, che noi cerchiamo di visitare ogniqualvolta ci è possibile.

 

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Nuovi arrivi. “Nella stagione calda, ogni giorno in media recuperiamo 5/10 gattini appena nati”

 

E i gatti?

Spiega sempre Adriano:

Purtroppo niente di tutto questo vale per i gatti abbandonati, che non sono minimamente contemplati dalla legge, se non nel riconoscimento e nel rispetto delle colonie feline.

Quindi niente gattili comunali riconosciuti, niente anagrafe e nessun contributo economico per la loro gestione.

Il risultato è che da maggio a novembre di ogni anno c’è una vera e propria esplosione incontrollata
di cucciolate, tutte padronali
, e si moltiplicano gli abbandoni (ne stimiamo circa 2000 all’anno!),
nei modi più impensabili.
Poco tempo fa abbiamo trovato tre mici appena nati che galleggiavano in un canale di irrigazione.

 

Una volta intervenuti sull’emergenza, per i gattini in arrivo è il momento dello svezzamento: in questa fase operano volontari come Claudia che, tra le altre importanti mansioni, si occupa di trovare persone solidali che tengano a casa propria i piccoletti, per questo periodo in cui non possono ancora essere adottati.

 

Dopo lo svezzamento ecco che entrano in gioco le menti più creative del gruppo, tra cui Paolo, che sfrutta alla grande le potenzialità dei social media.
Come? Fatevi un giro sul canale Instagram del gattile.

Ecco il suo pensiero:

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Paolo con i nostri Camila e Ehoié

Certo, molti di questi animaletti hanno sofferto o hanno problemi di salute, ma non importa.

Ognuno di loro, a modo suo, ha un’anima, un carattere che deve solo trovare la giusta risonanza con chi lo vede e conosce la sua storia. Io mi limito a dar loro un nome che metta in risalto quest’anima.

E funziona! Le richieste di adozione arrivano anche da altre regioni!

 

 

Instancabili

A fine maggio ci sarà uno dei più grandi eventi organizzati dall’associazione, la “Festa del Bastardino“, sulle Mura della Città di Treviso. Una giornata di divertimento, con esibizioni e premi, nata con l’intento di incentivare la partecipazione di una comunità locale (e non), che comunque ci dicono sia ben disposta ad aiutare… e adottare!

Un’altra iniziativa promossa da Enpa Treviso è rivolta a persone disabili o affette da dipendenze, che si adoperano per realizzare ciotole e altre piccole opere che aiutano l’attività dell’associazione.
A questa si aggiungono i progetti in aiuto dei cani delle perreras spagnole, di quelli della Bosnia Erzegovina e il salvataggio stagionale degli anfibi in migrazione!

 

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Valentina: “se non se ne prende cura nessuno…    noi non rimaniamo lì a guardare!”

A proposito di anfibi, come dice Valentina, tesoriera dell’associazione e volontaria “vulcanica”, mostrandoci una tartaruga di terra (Testudo hermanni) salvata da poco:

A volte, per far breccia nelle persone, basta andare fuori dagli “schemi”. Un esempio? Le mostre di felini di razza!

Tutti mi dicevano di non andare, che non c’entravamo niente…

Risultato: abbiamo ricevuto 22 richieste di adozione
e ci hanno anche donato dei gabbioni praticamente nuovi!

Bisogna dare alle persone una scelta alternativa.

 

 

Una grande famiglia… a due e quattro zampe

 

Dopo un giro insieme a Treviso per salutare altri amici animali di cui l’associazione si è presa cura, è giunto il momento di salutarci.

Ma torneremo presto a trovarli con un rinnovo delle donazioni di AdoptMe e Lovefood, perché in estate sarà inaugurato il nuovo gattile.

 

Forza ragazzi!