Animali domestici e padroni: 5 elementi chiave della loro relazione

Animali domestici e padroni sono protagonisti di una relazione del tutto diversa da quelle instaurate tra umani.  La dottoressa Maria Grazia Calore, medico veterinario esperto in comportamento, ha individuato per noi 5 elementi chiave di questo legame, utili non solo per comprendere la natura di cane e gatto ma anche per interagire con loro nella maniera più proficua possibile.

 

1. Affinità elettive

Gli animali ci “sentono” in modo diverso, captando le nostre informazioni “segrete” dai feromoni emessi dalla pelle. Grazie a questi messaggi di tipo chimico i nostri amici a quattro zampe capiranno se potranno avvicinarsi a noi o se è preferibile stare alla larga.

 

2. Riferimento sociale o alla pari?

All’arrivo in famiglia il cane cercherà spontaneamente di entrare in relazione sociale con i vari componenti del “branco-famiglia” instaurando diversi tipi di rapporti anche in funzione del “ruolo” rivestito ai suoi occhi.

Per il gatto, invece, l’incontro con l’essere umano sfocerà in una relazione simile all’amicizia: ci considererà un suo pari in tutto e per tutto.

 

3. Non solo cibo

Sbagliamo a credere che cani e gatti creino dei rapporti più stretti con chi prepara loro il cibo.

In realtà, per il cane è ugualmente importante il rinforzo sociale: la soddisfazione di fare qualcosa insieme al proprietario per un obiettivo comune, la coccola affettiva di un “bravo!” a volte valgono più di mille bocconcini!

Anche per il gatto non rappresentiamo un mero distributore automatico di croccantini. Anzi, spesso ci giudica così inetti nel cacciare il cibo tanto da “omaggiarci” con delle prede per insegnarci come si fa!

 

4. L’importanza di chiamarsi…Ernesto

Dobbiamo far attenzione, proprio come nel romanzo citato, agli equivoci. Per esempio, quando chiediamo al cane di avvicinarsi non dobbiamo assumere una posizione che possa incutere paura – stare chinati in avanti –  né parlare con un tono arrabbiato o troppo alto.  Sia la postura che la voce gli stanno comunicando che c’è un pericolo mentre con le parole gli chiediamo di avvicinarsi alla minaccia!

Se, invece, in presenza di un gatto ci muoviamo troppo velocemente o se nascondiamo mani o piedi sotto le coperte, questi potrebbe associarci a una preda. Così rispondendo con un rimprovero a un comportamento normale di predazione, rischieremmo di minare la nostra amicizia.

 

5. Questione di…

Rispetto, comprensione, voglia di comunicare. Ecco i tre elementi che, insieme con l’affetto, faranno sì che la relazione con il nostro amico a quattro zampe funzioni.

– Rispetto significa assecondare le esigenze comportamentali proprie della specie: facciamo socializzare i nostri cani, lasciamo che esplorino l’ambiente, annusino, marchino il terreno. Al gatto non imponiamo convivenze “forzate” con altri animali, fornendo aree per giochi e relax.

– Comprensione è cercare di capire che anche gli animali provano emozioni, stati d’animo a volte simili ai nostri, altre volte propri della specie di appartenenza.

– Voglia di comunicare vuol dire sforzarsi di comprendere il loro linguaggio, informandosi, leggendo libri dedicati, fermandosi ad osservare senza pregiudizi. E adattare il nostro linguaggio al loro senza fermarci alle parole, ma accompagnandole con gesti e posizioni coerenti e chiari.

Ne trarremmo beneficio entrambi!