SOLIDARIETÀ SENZA PREGIUDIZI: UN GATTO…DIETRO LE SBARRE

Lo scorso luglio 2017 Pier Giovanni Capellino, Fondatore e Presidente di Almo Nature, ha ricevuto questa lettera:
 
Sono xxxxxxxxx e mi rivolgo a lei perché sono in una situazione disperata, sono detenuta presso la casa circondariale di Torino e mi occupo come volontaria della colonia felina che vive nella parte esterna del carcere, colonia censita dal comune e che ormai raggiunto la cifra di circa 250 – 300 esemplari. L’ ENPA entra per le sterilizzazioni ma non riesce a monitorare la situazione…. Io con altre mie compagne raccogliamo gli avanzi di cibo della sezione ma non sono sufficienti a garantire loro la pappa…La prego di darmi una risposta nella speranza che non sia negativa…”
 
La lettera era partita dal carcere Le Vallette di Torino.
 
Qui vivono da qualche anno circa 300 gatti: alcune volontarie detenute se ne prendono cura, in un sinergico scambio di attenzione, giro pappa e coccole. Garantire loro un’alimentazione sana non è impresa facile.
 
Nel 2014 Almo Nature effettuò la sua prima donazione alla struttura, 500kg di cibo, in collaborazione con l’associazione GAIA.
Accogliendo la richiesta della lettera, il 27 luglio 2017 Almo Nature ha donato altri 9.000 pasti solidali ai gatti della colonia felina, tra cibo umido e secco, attraverso ENPA Torino.
 
La storia tra le donne del carcere e i gatti ha inizio nel 2011 grazie al progetto di Pet Therapy, riportato da La Stampa. Nel 2012 se ne è occupato anche Focus Magazine.
 
La pet therapy1 è una forma di cura della persona in continuo sviluppo, che prevede la partecipazione di animali domestici con un temperamento calmo e gentile.
La pet therapy è stata applicata con successo in molte carceri, ma anche in scuole, ospedali e strutture sanitarie specializzate, con persone con condizioni che vanno dall’autismo all’Alzheimer, dal deficit di attenzione alla depressione e al recupero post-infarto.
I benefici che le persone traggono dalla presenza degli animali sono molteplici: aumento della comunicatività grazie al linguaggio non verbale; riduzione di stress e ansia; maggior costanza nel movimento e nelle attività cognitive; maggior stimolo mentale, sociale; maggior autostima.
 
Insieme al progetto “Casamici” del carcere Lorusso Cotugno siamo fieri di contribuire al sostentamento di questi stupendi animali.

  • (1) fonte: www.simabo.org