Pastore maremmano: 5 caratteristiche che ne fanno il miglior antagonista del lupo

Il pastore maremmano ha un’attitudine fiera e combattiva che insieme alla grande stazza lo rende ideale per proteggere il gregge. Vediamo meglio le 5 caratteristiche che lo rendono il miglior nemico del lupo.

 

1. La composizione del branco simile a quella dei lupi

Per ottenere un gruppo con la giusta strategia difensiva, da contrapporre a quella dell’attacco dei lupi, è bene sapere che bisogna avere cani con età e sesso differente ovvero con posizioni gerarchiche diverse.

In pratica occorre strutturare la muta dei cani così come è strutturato un branco di lupi perché solo così ogni individuo della muta ha una propria funzione e non si interpone negativamente con il lavoro degli altri componenti.

Solo in questo modo il capomuta ed i soggetti più forti saranno il primo baluardo della difesa mentre i più giovani e le femmine adulte tenderanno a coprire le retrovie; un’azione di sinergismo che impedisce al branco di lupi di trovare falle nel sistema difensivo.

 

2. Il giusto imprinting: riconosce gli animali da proteggere

Generalmente il legame con gli animali da proteggere si è fissato geneticamente con il passare dei secoli, tuttavia è bene che i cuccioli vengano inseriti nel gregge prima possibile, dopo lo svezzamento, per favorire un veloce e migliore adattamento al nuovo ambiente.

E’ quasi sempre auspicabile che l’inserimento avvenga attraverso una coppia di fratelli, che dovrebbero essere dello stesso sesso, per facilitare l’ambientamento nel nuovo luogo di permanenza, essi oltre a sentire di meno “lo spostamento ambientale” hanno la possibilità di giocare tra loro, senza coinvolgere quindi agnelli o pecore giovani, i quali non risponderebbero con gli stessi sistemi comunicativi.

 

3. Cuccioli e animali dell’allevamento: sanno rispettarsi e convivere

Basta una rete o dei bancali di legno disposti in modo verticale, per creare un’area riservata, la barriera dovrà essere rimossa nel più breve tempo possibile per non creare nelle due specie la convinzione di appartenere a due ambiti diversi.

Metterli a contatto il prima possibile, mette in moto un meccanismo fondamentale nella futura mansione del ‘guardiano’. Il cane imparerà infatti a rispettare i compagni lanosi che dal loro canto sanno benissimo tenere a bada un cucciolo giocoso o invadente. Entrare nelle grazie e sentirsi accettati, rafforzerà nei cani il senso di protezione che indurrà i futuri guardiani a cercare la vicinanza delle pecore. Dopo la fase ‘convivenza e accettazione’stallina, il cucciolo dovrà in seguito imparare a seguire il gregge nelle sue uscite. Spesso lo fanno istintivamente ma in alcuni casi devono essere ‘convinti’ utilizzando banalmente un guinzaglio.

 

4. L’addestramento da cane a cane

L’affinamento dell’addestramento, al contrario di quanto si possa credere, avviene esclusivamente ad opera degli altri cani adulti.
I cuccioli infatti, hanno la necessità di un’istruzione di cani già esperti per affinare le proprie capacità istintive e per applicare al meglio quanto loro insegnato con l’addestramento e la governances. In mancanza di tale opportunità, in ogni caso, i cuccioli crescendo in branco e conquistandosi ognuno il proprio ruolo al suo interno, creeranno comunque un gruppo affiatato che, per istinto, tenderà a difendere il territorio e gli animali.

 

5. Il rispetto verso la natura del cane, così vicina a quella del lupo

Un comportamento che sembrerà ‘crudele’ ma in realtà è utile a formare la ‘personalità’ del futuro guardiano, è quello di non dare troppa ‘confidenza’ al cucciolo, facendo in modo che leghi principalmente con gli animali per evitare che preferisca la compagnia dell’uomo a quella dei compagni che dovranno proteggere.

Il pastore deve avere un comportamento il più naturale possibile e saranno i cani che si comporteranno di conseguenza, iniziando a percepire ed interpretare ogni singola emozione umana.

 

È proprio l’istinto di questi cani che li rende così speciali e così vicini al loro antagonista per antonomasia, il lupo. Come lui, hanno una forte componente istintuale-intuitiva ed allo stesso modo, così come i lupi seguono una strategia d’attacco, i cani da gregge creano una strategia di difesa.

Questo li rende così affidabili e insostituibili.