La coda del gatto e i suoi movimenti: come decifrare segnali importanti

Soffice e avvolgente, spesso sferzante e capace di ipnotici movimenti ritmici, la coda è un elemento essenziale di bellezza e soprattutto espressione per il gatto. Tutt’altro che ornamentale – aiuta a mantenere l’equilibrio durante i salti – la coda assolve anche ai bisogni di comunicazione del felino ora con i propri simili ora anche con l’uomo.

Naturalmente quest’ultimo, però, non ha gli strumenti conoscitivi per decifrare i messaggi espressi dal gatto. Ecco perché potrebbe risultare utile scoprire cosa si celi dietro i più comuni movimenti della coda, considerando che per capire a pieno il nostro gatto dobbiamo tenere d’occhio anche altri elementi come le vocalizzazioni, le posture, le orecchie e gli occhi. Con l’ausilio della dottoressa Maria Grazia Calore, Medico Veterinario Esperto in Comportamento, abbiamo passato in rassegna i segnali più emblematici.

 

Coda a “punto di domanda”

Nessuna preoccupazione deve turbarci quando vediamo il nostro micio con la coda verticale, a volte con un ripiegamento nella parte superiore. In questo caso il nostro felino di casa ci accoglie con una sorta di caloroso saluto, che dimostra la sua gioia nel rivederci.

Coda alta che “vibra”

Semaforo verde anche in questo caso: il gatto è amichevole e felice di incontrarci. Attenzione, però, a non commuoverci troppo per questo messaggio ‘di coda’: la stessa postura può essere assunta anche dal gatto che sta marcando il territorio con la propria urina.

Coda raccolta vicino al corpo

Ricordate le statuette che ritraggono placidi gatti seduti con la coda raccolta vicino al corpo? Quando un micetto in carne ed ossa assume questa posizione mostra al mondo di sentirsi a proprio agio.

Coda tenuta sotto al corpo

Questa posizione della coda deve metterci in allerta: il gatto ha paura o sta vivendo una situazione di disagio. Spesso insieme a questo segnale ritroviamo anche delle ulteriori caratteristiche come una posizione accovacciata, orecchie volte all’indietro e pupille dilatate.

Coda grossa

Proprio come fanno certi uomini con la voce grossa, il gatto che prova a rendere più grande la sua coda è in realtà particolarmente impaurito. L’autodifesa adottata dall’animale si concretizza con il tentativo di sembrare più imponente e minaccioso rizzando anche tutto il pelo del corpo. Il posizionamento della coda grossa, inoltre, è molteplice: sotto al corpo, arcuata con la punta verso il basso  (in questo caso il gatto viene detto “gatto di Halloween”) oppure alta.

Coda arcuata con la punta in basso

Aspettiamoci un tiro mancino felino se ci accorgiamo di una coda arcuata con la punta in basso. Probabilmente il gatto sta pianificando un attacco, a volte determinato dalla paura.

Coda che si muove da un lato all’altro (tutta la coda o solo la punta)

Forse il più suggestivo dei movimenti che un gatto può fare, la coda che si muove da un lato all’altro ci segnala un’inquietudine, un conflitto interiore: non sa bene come gestire una situazione. Può capitare sia in caso di dolore o disagio fisico o anche quando, magari con lo sguardo rivolto fuori dalla finestra, si appresta a ‘predare’.

 

Sebbene portatrice di così variegati messaggi, la coda può anche non essere prevista in alcune razze di gatto come quella dell’isola di Man, il bobtail giapponese, il Cymric. Per loro non vi sono problemi di sopravvivenza, a differenza di quanto accadrebbe ad un felino ben più temibile come il ghepardo. Quest’ultimo, infatti, utilizza la coda come timone nelle rapide virate che avvengono durante la caccia e senza il suo ausilio non può sopravvivere libero in natura.