Il caso del Canile-Centro Cinofilo Santa Lucia e i suoi 700 cani

Quando ad ottobre 2018 ci è giunta la richiesta di aiuto da parte dei volontari di Animalisti Italiani Onlus e Lega Nazionale per la Difesa del Cane il livello di emergenza in cui versava il Canile – Centro Cinofilo Santa Lucia di Cellole (Caserta) era alto: le risorse economiche erano finite e i 700 cani ospitati dalla struttura, senza più cibo, rischiavano di morire di fame.
Le due associazioni avevano già fatto tutto ciò che era in loro potere ma non intendevano lasciare soli gli animali coinvolti.

Data la situazione di grande urgenza, ci siamo immediatamente attivati e, nell’ambito del nostro progetto europeo A Companion Animal Is For Life, abbiamo inviato alla struttura campana una prima donazione alimentare pari a 10 tonnellate di pappa per cani.

 

 

Intervenendo sul territorio e dopo vari sopralluoghi, abbiamo potuto toccare con mano l’egregio lavoro svolto dal gestore del canile, il Dott. Alfonso Bove, e dagli operatori impegnati in struttura:
la cura degli spazi comuni, la pulizia dei box e il livello di socializzazione della maggior parte dei cani sono il segno tangibile della dedizione e dell’impegno con cui ogni giorno queste persone svolgono il proprio lavoro al servizio della collettività per salvaguardare il benessere degli animali. Professionisti stremati da problemi che pesano come macigni ma caratterizzati dalla determinazione di chi non si vuole arrendere.

 

 

In questi mesi sono stati diversi i momenti di confronto e di lavoro con il Sindaco del Comune di Sessa Aurunca Silvio Sasso e il suo staff, rappresentanti di un’amministrazione comunale che riconosce le proprie responsabilità e che, conoscendo la gravità della situazione e avendo a cuore il destino degli animali coinvolti, non vuole venire meno ai propri doveri.

Non sta a noi giudicare; siamo di fronte a una situazione intricata, con innumerevoli criticità cronicizzate che sono degenerate nel tempo.

Noi abbiamo da subito offerto supporto a tutte le parti coinvolte – e continueremo a farlo – mettendo a disposizione un team di professionisti con conoscenze specifiche e grande esperienza maturata sul campo a tutela di cani e gatti randagi. Nell’attesa che si giunga a un accordo definitivo, per non lasciare da soli i 700 cani ospiti del canile, abbiamo fatto una seconda donazione di altre 10 tonnellate di cibo.

Le giuste competenze, un’azione di mediazione tra le parti e una proposta di progetto ben strutturata sono strumenti necessari e indispensabili per garantire la ripresa e il corretto funzionamento della filiera di gestione e accudimento dei cani randagi dal momento del loro ingresso in canile fino al loro inserimento in una nuova famiglia.

Questa vicenda è emblematica della gestione dei canili rifugio in Italia: fondi stanziati dalle Amministrazioni Comunali ma non immediatamente disponibili, cifre considerevoli anticipate dai gestori dei canili privati convenzionati che finiscono per indebitarsi e l’emergere di tutti i limiti di un sistema evidentemente fallace.

 

A farne le spese sono troppo spesso i cani: in tali situazioni è fisiologico che la qualità dei servizi venga compromessa dalla carenza di risorse economiche e umane, che venga svilita la funzione di canile quale luogo di transito deputato al recupero psico – fisico e all’adozione, riducendolo a una prigione a vita per “detenuti” senza colpa. Il destino dei cani e dei gatti randagi diventa oggetto di scontri, polemiche e incomprensioni tra le parti coinvolte: nessuna soluzione concreta, nessun vincitore ma tutti sconfitti. Per il canile “Centro cinofilo Santa Lucia” e i suoi 700 cani vorremmo scrivere un finale diverso perché in questo caso, pur non essendo mancati momenti di tensione, gli attori della vicenda di fronte all’emergenza non hanno gettato la spugna ma si sono rimboccati le maniche per trovare una soluzione”.

– spiega Federica Faiella, nostra Responsabile delle operazioni territoriali.

 

 

Ci auguriamo che anche grazie al nostro contributo, il Comune di Sessa Aurunca ci occupi dei propri cani in modo responsabile e diligente e che l’attività del Centro cinofilo Santa Lucia possa riprendere.
L’incontro indetto nelle prossime ore dal Comune di Sessa Aurunca col gestore del canile Santa Lucia ci lascia sperare che sia ancora possibile scrivere un nuovo capitolo di questa vicenda all’insegna della progettualità e di una campagna adozioni ben strutturata ed efficace.

 

Continuate a seguirci per conoscere gli sviluppi.
Intanto per conoscere i cani in attesa di adozione visitate il sito del canile : http://www.centrocinofilosantalucia.it/sostienici.asp

 


Cosa dice la normativa in materia di gestione dei canili rifugio privati convenzionati:
Il Sindaco è direttamente responsabile per gli animali randagi o confiscati e del loro benessere. Tali funzioni investono il Sindaco di responsabilità dirette di programmazione, gestione, controllo e, se del caso, intervento a tutela di tutti gli animali presenti sul proprio territorio. Il Sindaco deve, dunque, prevenire e contrastare possibili emergenze sanitarie o di igiene pubblica. Sotto il profilo della tutela degli animali, i comuni hanno la responsabilità della vigilanza sull’osservanza delle leggi e dei regolamenti relativi alla loro protezione sia sotto il profilo di possibili emergenze sanitarie, sia per quanto concerne l’incolumità pubblica, sia con riguardo alla tutela di animali.
Il gestore di un canile o gattile è un imprenditore che valuta un bando pubblico e decide liberamente di presentare un’offerta, assumendosi l’onere di garantire le tutele degli animali di proprietà pubblica previste dalle vigenti norme, di aderire ai requisiti amministrativi necessari e valutare la sostenibilità economica dell’impresa. Come tutte le attività di natura imprenditoriale, anche in quella di gestore è ricompreso un margine di rischio economico, sovente dovuto al ritardo nei pagamenti dai comuni convenzionati. Anche nel caso in cui, per risolvere simili problematiche, il gestore si rivolga alle sedi competenti, egli sarà in ogni caso tenuto, nelle more giudiziarie, all’espletamento del servizio a regola d’arte e con la dovuta diligenza, potendo interrompere il servizio pubblico solamente nei termini di legge.

A.Cristofori, A.Fazzi, “ Codice di diritto animale” , Cassazione.net 2016, pp.66 – 95