Genova: cinghiali in città

Dieci uomini delle forze dell’ordine a custodirli in attesa di spostarli e dare l’autorizzazione ai cacciatori a sparare.

«Eppure basterebbe dare più potere al lupo che è il naturale predatore di questi animali.
Con un approccio volto a promuovere il ripristino degli equilibri della biodiversità si creerebbero posti di lavoro qualificati, dall’agricoltura al turismo passando per il marketing. Sarebbero posti di lavoro di qualità, per produzioni e servizi di qualità che al contempo ci porterebbero progressivamente verso un recupero pieno dell’equilibrio biodiverso del nostro entroterra e a creare un modello economico che non veda nel consumo del suolo il suo motore.

Caro Presidente di Regione e caro Sindaco, uniti – è il caso di dirlo – dal fucile dei cacciatori, in cuor vostro sapete che le misure da voi decise sono inutili e assolutamente non lungimiranti. Anche per voi stessi, fate uno sforzo con un progetto a medio termine che ci strappi un “bravi”.
I cinghiali uccisi dai cacciatori non risolveranno il problema dell’agricoltura che nel confronto con la globalizzazione ha bisogno del marketing e quale miglior marketing anche per il turismo sarebbe poter dire di come nella nostra regione umani, produzioni e selvatici si autoregolano con principi naturali e nel rispetto del suolo che la regione ha deciso di non consumare più promuovendo la creazione di valore attraverso la valorizzazione di ciò che è raro e comunque limitato.

 

Conclusione:

1) non riporterete, facendo sparare ai selvatici, i prezzi pagati dal mercato per le produzioni degli agricoltori e degli allevatori dell’ Appennino al prezzo che serve ad assicurare la loro decente sopravvivenza. Per i prezzi non comandano i predatori, ma la globalizzazione e questo lo sapete perché non ne tenete conto nel decidere?

2) la decisione presa è un’occasione persa per la regione Liguria che poteva cogliere il pretesto dei cinghiali in città per lanciare una politica in favore della a biodiversità. Un’ opportunità per creare posti di lavoro intelligenti e ad alto valore aggiunto, un’opportunità per dare un buon esempio, un’opportunità per preparare un nuovo futuro con nuovi modelli economici incentrati sul rispetto di tutto ciò che vive, in altre parole favorire l’avviamento di un modello economico intelligente che valorizzi tutte le risorse anziché distruggerle (con produttive soluzioni a breve termine e di visione del futuro): la soluzione adottata è un costo a perdere che guarda al passato quindi senza visione sul futuro»

Pier Giovanni Capellino
Presidente Almo Nature

Fonte immagine Il Secolo XIX